I TAROCCHI

I tarocchi sono una tipologia di carte da gioco che inizia la sua comparsa nella società tra la fine del Medioevo e l'inizio del Rinascimento nelle Corti Signorili dell'Italia Settentrionale.
La loro origine esatta, in relazione alla storia delle carte da gioco, non è nota con certezza, ma è verosimile che costituisca un'integrazione dei mazzi di carte che all'epoca si stavano diffondendo in Europa con una serie di carte speciali chiamate trionfi rappresentanti stati sociali e concetti filosofico-religiosi usati si pensa per l'insegnamento dei giovani delle famiglie nobili.

Nei i secoli successivi i tarocchi hanno conosciuto un'ampia espansione in tutto il continente europeo.
Nel XVIII e XIX secolo i tarocchi divennero popolari negli studi occulti iniziati da Jean-Baptiste Alliette e Antoine Court de Gebelin, che ne postularono un'antica origine, non validata da alcuna fonte storica, legata ai miti dell'Antico Egitto e della Cabala ebraica; da allora le carte dei tarocchi vengono comunemente usati per la cartomanzia, che li differenzia in Arcani Maggiori ed Arcani Minori , mentre c'è chi ne sostiene l'utilizzo come strumento di riflessione sulla propria vita personale o così come aiuto per la meditazione.
L'utilizzo dei tarocchi come carte da gioco è oggi poco frequente, ma ancora praticato in certe zone dell' Europa.

Prima di stabilizzarsi nel numero di 78 (22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori), esistevano mazzi con un numero variabile di carte. Ma qualunque fosse il loro numero, le serie di simboli erano costituite con l'aiuto di immagini diffusissime. I simboli erano indifferentemente di origine laica o ecclesiastica, pagana o cristiana, colta o popolare. Sembra che l'essenziale fosse di ottenere una 'totalità' che racchiudesse l'universo. Per questa ragione le carte dei tarocchi sono una rappresentazione dei più importanti archetipi dell'umanità, e per questa ragione ci parlano.

IL MAZZO

Pochi degli originali dei mazzi di Tarocchi nati tra il Quattrocento e il Cinquecento ci sono pervenuti interi o quasi interi, ma grazie al confronto, all'integrazione fra differenti mazzi, ed alle fonti letterarie, si può constatare come il mazzo di tarocchi si sia mantenuto sostanzialmente inalterato, in particolare nella serie dei Trionfi, fino ai mazzi correntemente utilizzati oggi.
Il mazzo dei Tarocchi è suddiviso in due parti: una costituita da 40 carte numerate dall'asso al dieci, e 16 figure (carte di corte) che rappresentavano Re, Regine, Cavalieri e Paggi, o Principesse, divise in quattro semi come le moderne carte da gioco. I quattro semi vennero immaginati come oggetti d'uso comune, quali monete, coppe, bastoni e spade. Questa serie di carte prendeva il nome di arcani minori. L'altra costituita da 22 figure complesse, recanti ciascuna un nome ed un numero romano dall' I al XXI, più una carta non numerata che corrispondeva a Il Matto, o il Folle. Erano chiamate arcani maggiori o trionfi ( dalla processione circolare trionfale dell'antica Roma). Queste immagini dipinte nei primi mazzi di tarocchi riflettevano la struttura del mondo medioevale con le figure che in esso si muovevano. Così il mazzo di tarocchi, composto di arcani maggiori e minori, rappresentava tutto un complesso di personaggi con i necessari strumenti rituali, e racchiudeva sia un significato ovvio e innocuo per le persone comuni, sia un contenuto misterico e più complesso per gli iniziati.

LE CARTE DEI SEMI

Le 56 carte dei tarocchi sono formate da quattro semi di 14 carte ciascuno dall'1 (o asso) al 10 più quattro figure: fante, cavallo, regina, re. I semi dei tarocchi possono essere tanto i tradizionali semi italiani (coppe, spade, bastoni e denari), quanto i semi francesi (cuori, picche, fiori, quadri), quanto semi tedeschi, a seconda delle zone. È questa la parte del mazzo di tarocchi che presenta le maggiori variazioni a seconda delle varie versioni. In particolare alcune versioni di tarocchi presentano una serie "incompleta" di carte dei semi, come per esempio il Tarocco bolognese (cosiddetto tarocchino per questo motivo) in cui le carte sono 40 e vanno dal 6 al re, più l'asso (e con un ordinamento differente a seconda dei semi). Un esempio di mazzo allargato è invece rappresentato da un antico mazzo proveniente dalla Corte di Milano, in cui le figure sono sei: un fante, un cavaliere, un re ed una regina.

IL GIOCO DEI TAROCCHI

Il gioco tradizionale dei tarocchi sin dalla sua origine è variato poco, anche se innumerevoli varianti ne esistono in tutta Europa. Si tratta di un gioco di prese simile alla briscola, al whist o al bridge, in cui i trionfi giocano il ruolo delle "briscole", cioè delle carte più forti. I giocatori possono essere 3 o 4. Nella variante a 3 ognuno gioca per conto suo.Il mazziere (colui che dà le carte) distribuisce 25 carte agli altri 2 giocatori e per lui se ne tiene 28, le carte sono servite a 5 a 5. Il mazziere deve scartare 3 carte che vanno a far parte del suo monte, non si possono scartare Re o Trionfi. È possibile scartare un Re solo nel caso che non si abbia nemmeno un trionfo. Il gioco è iniziato dal giocatore che sta a destra del mazziere, gli altri giocatori sono obbligati a giocare una carta dello stesso seme, nel caso non ne abbiano devono giocare un trionfo, nel caso non abbiano nemmeno trionfi possono giocare una carta a loro scelta. Chi ha giocato la carta più forte le prende tutte e tre che vanno a costituire il "Monte" e sarà lui a continuare il gioco giocando la carta che più gli aggrada. Finito di giocare ogni giocatore prende le carte che sono il suo "Monte" e le conta a tre per volta. Il pareggio è a 26 punti,chi ne fa di più vanta un credito corrispondente ai punti realizzati oltre i 26, chi ne fa di meno ha un debito. Quando si è completato il giro,cioè ogni giocatore ha fatto da Mazziere, il vincitore della partita è quello che ha più crediti. Nella variante a 4 normalmente si gioca in coppia, le carte distribuite sono 19, al mazziere ne rimangono 21 ne deve scartare 2 e il gioco inizia con la variante che essende due coppie il monte è ridotto a 2. Terminate le carte i punti vengono calcolati contando la carte a mucchi di 4, il pareggio si raggiunge a 36 punti. Il valore delle carte. IL mazzo è composto da 4 semi e 22 trionfi. Ogni seme è costituito da 14 carte con valori diversi a discendere. Il re vale 5 punti, la regina 4, il cavaliere 3, il fante 2. Poi ci sono le altre che vanno dal 10 all'uno e valgono 1 punto. I trionfi. Anche nei trionfi il più alto vince ma hanno valori diversi: Il 21, il mondo vale 5 punti come il numero 1 che sarebbe il Bagatto, lo zero detto Il Matto ne vale 4. Dopo che tutti i giocatori hanno giocato una carta, tutte le carte vengono assegnate a quello che ha giocato il trionfo più alto, o nel caso non ne siano stati giocati, a quello che ha giocato la carta del valore più alto del seme iniziale. Il vincitore mette le carte da parte e incomincia una nuova "mano" con una nuova carta tra quelle rimaste in mano, fino al termine delle carte in mano ai giocatori. Il conteggio varia a seconda della composizione delle 4 o 3 carte che si contano a fine mano, se fra le 4 carte c'è una carta di quelle specificate sopra il valore sarà dato da quella carta (per es. il re 5 punti, la regina 4 e così via). Se nelle 4 carte sono presenti 2 o più figure si sottrae un punto ogni figura in più (per es. un re ,una regina + due carte semplici il valore invece di 9 sarà 8). Il matto è indubbiamente la carta più caratteristica dei trionfi, e può essere giocata in qualunque momento; è usata nel conteggio dei punti come carta speciale al posto di un'altra carta che non si possiede. È interessante notare il parallelo tra il matto dei tarocchi e la figura del Jolly nelle carte francesi (rappresentato spesso come un giullare: il soggetto rappresentato e il loro uso sono simili, ma le origini non hanno niente a che fare l'una con l'altra.

 
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